martedì 25 ottobre 2016

Sequoia


Orso


Stellata

Ultimo giro di boa

In questo momento vi sto scrivendo da uno sperduto motel ai margini del Sequoia National Park, fuori tra i boschi regna il silenzio, lentamente ripercorro nei pensieri tutto quello che è successo in quest'ultimo viaggio. Pare solo ieri che mi ero imbarcato all'aeroporto di Venezia e trascinando le mie valigie già fantasticavo sulla nuova avventura che mi aspettava ed ora sono qui che già sistemo le valigie per il ritorno a casa. Il tempo vola è vero, sopratutto quando tutto è così emozionante. Scusate la divagazione ma ero perso nei miei pensieri. Tornando al viaggio, ieri abbiamo lasciato Tucson e siamo approdati a Las Vegas. Ormai essendo già la terza volta che ci vado non so che altro aggiungere a quello che ho più volte detto nei blog precedenti. Tenete poi conto che siamo veramente stati solo dalla sera alla mattina dopo, potete ben immaginare che non abbiamo fatto chissà cosa. In pratica siamo arrivati, abbiamo girato un pò la Strip principale entrando e uscendo da qualche casino e poi siamo andati a dormire. Oggi invece ci siamo spostati in California nei pressi del parco di Sequoia. Tra una cosa e l'altra siamo arrivati li sulle cinque di pomeriggio e abbiamo visto a malapena la zona delle sequoie giganti. In teoria domani mattina dovremo tornare per un altra toccata e fuga. Comunque quel poco che abbiamo visto è stato incredibile. Passare affianco a quegli alberi immensi ti fa sentire minuscolo. Non saprei bene come spiegarvelo ma è una sensazione stranissima. Non pensavo esistessero piante così grandi in natura. Domani dopo la breve visita al parco, partiremo subito per San Francisco. Li saliremo in aereo e la nostra avventura avrà fine. Ci sentiremo comunque con l'ultimo post dove oltre alle foto di domani, scriverò le considerazioni finali di questo viaggio.

domenica 23 ottobre 2016

Catalina


Mantide religiosa


Cactus gigante

Tucson



Old Tucson ex studios western


Distese di cactus fuori città

Siamo agli sgoccioli

Oramai non manca molto al termine di questo splendido viaggio. Siamo alle tappe finali e devo dire che la stanchezza si fa sentire. Ieri ci siamo spostati da El Paso e siamo arrivati a Tucson. Passando così attraverso ben tre stati, il Texas, il New Mexico e l'Arizona. Spostamento non molto impegnativo, cinque ore, che ci ha portati a Tucson nel tardo pomeriggio. Prima di arrivare in città ci siamo fermati a mangiare a Tombstone, un piccolo paesino li vicino, in puro stile western. La sera giretto in centro a Tucson, qualche birretta in pieno relax che sinceramente ci voleva. Oggi visita a dei vecchi studios, diventati ora un piccolo parco, dove sono stati girati parecchi film western e serie tv dello stesso genere. Non c'era niente di storico nel piccolo paesino western ricostruito, però non è stato male girare tra quei vecchi set. Dopo pranzo abbiamo accompagnato Colin alla stazione del bus, oggi lui torna a casa e noi torniamo ad essere in tre. Salutato il nosto compagno d'avventura ci siamo addentrati in uno dei molti parchi che circondano la città, il parco di Catalina. Dopo un piccolo tratto di strada asfaltata si deve parcheggiare la macchina e da li prendere uno dei tanti sentieri e proseguire a piedi. Noi vista la stanchezza e il gran caldo, oggi penso ci siamo stati 35 gradi, abbiamo scelto uno dei più corti. Il sentiero si snodava attraverso una prateria desertica colma di svariate varietà di cactus, tra cui i famosi cactus giganti. Praticamente quelli che abbiamo visto svariate volta nei vecchi film americani. La cosa veramente spiazzante, nelle zone che circondano Tucson,è trovarsi a percorrere strade che si snodano tra le montagne e quest'ultime invece che essere coperte di foreste di alberi sono zeppe di questi cactus enormi. Incredibile. In conclusione Tucson è una città molto bella, il centro è vivo e molto movimentato, mentre ai confini montagne e praterie sono si aride ma splendide da vedere. Domani parte il conto alla rovescia verso l'imminente ritorno in patria. Nei prossimi tre giorni saremo prima a Las Vegas, dove passeremo una notte, poi nei pressi del Sequoia National Park, altra tappa altra notte per finire poi nuovamente a San Francisco dove prenderemo l'aero per il ritorno a casa.

venerdì 21 ottobre 2016

El Paso


Centro Città


Vista dall'alto

White Sand


Arbusti che crescono tra le dune


Dune al tramonto

Estremo Sud

Più a sud di così non potremo andare, anche perchè dovremo entrare in Messico e non era in programma. Ieri abbiamo lasciato Albuquerque e il nuovo messico e siamo entrati in Texas. Destinazione El Paso. Li siamo arrivati la sera sulle otto passate. Il tragitto non era lunghissimo, tipo cinque ore e mezza. Ci abbiamo messo così tanto tempo perchè c'è stata una sosta lungo la strada. La sosta in questione è avvenuta a circa un ora dal Texas, ancora in territorio del New Mexico. Ci siamo fermati a White Sand, una zona molto ampia totalmente desetica, caratterizzata da dune di sabbia completamente bianca. Il tutto si trova all'interno dell'ennesimo parco nazionale. Il posto è incredibile, anche perchè non ho idea se ne esistano altri al mondo così. Si percorre una strada asfaltata, che ad un certo punto diventa uno sterrato, che attraversa tutta la zona. Ogni tanto in parte alla strada ci sono delle zone di sosta dove lasciare l'auto e ci si addentra tra le dune. Essere al centro di esse un pò ti disorienta, è come essere in pieno deserto tipo sahara per intenderci solo che è tutto bianco, come essere in mezzo a delle distese innevate in piena montagna. Assurdo e spettacolare. Al calare del sole poi le done si sono colorate di sfumature che andavano dal azzurrino al rosa al violetto. Tutte sfumature lievi, però rendevano il posto un posto da sogno. Oggi invece la giornata è stata dedicata ad El Paso. Devo dire che la città non offre niente di considerevole da vedere. C'è una strada caratteristica con negozi di vario tipo e dai prezzi molto bassi, che culmina direttamente alla frontiera con il Messico. Dovete sapere che El Paso, oltre a trovarsi in Texas, si trova sul confine con il Messico. Nella città ci sono alcuni passaggi, ovviamente sono tutte frontiere controllatissime, che portano in Messico. Visto quello non resta poi molto. Ci sono un pò di musei, ma sinceramente non avevamo nessuna voglia di vederli. C'è un punto panoramico, dove siamo stati, da dove si vede tutta la città dall'alto ( e devo dire che El Paso è parecchio grande). In ultima abbiamo cercato di visitare un parco naturale che distava una quarantina di chilometri dalla città. Però chiudeva alle sei e noi siamo arrivati che erano quasi le cinque, quindi abbiamo rinunciato. Ora siamo in appartamento per un pò di relax, che a questo punto del viaggio ci vuole visto che la stanchezza inizia a farsi sentire. Domani si riparte nuovamente. Andremo a Tucson in Arizona. Un altro Stato da aggiungere alla collezione di questo viaggio.

mercoledì 19 ottobre 2016

Serpenti a sonaglio







Albuquerque


Zone desertiche attorno alla città


Old Town

New Mexico

Il viaggio continua, nuovo stato e nuove avventure. Ieri siamo entrati in New Mexico, sempre più a sud e sempre più vicini al confine con il Messico. E qui decisamente si vede, penso che il 90 % della popolazione sia di origine messicana, lo spagnolo è la lingua principale, addirittura il più delle volte neanche ti capiscono se parli inglese. Questa comunque non è una critica anzi il clima solare latino della gente ti avvolge e ti contagia. La temperatura è aumentata un bel pò, durante il giorno fa abbastanza caldo, mentre la mattina e la sera l'aria frizzantina ti obbliga ad usare una felpa. Come punto di arrivo in New Mexico abbiamo scelto Albuquerque, anzi diciamo che l'ho scelto io anche perchè quì è stata girata la serie Tv Breaking Bad e perchè è la città natale di uno dei miei scrittori preferiti. Questa mattina ci siamo mossi con molta calma, non avevamo fretta visto che non c'era un vero e proprio programma di visita. Prima di tutto siamo stati ad old town, la parte vecchia del centro città. Li e anche disseminate per tutta la città, le case sono in style pueblo, tipico messicano. Molto squadrate, una sorta di cubi primi dei classici tetti spioventi, questo perchè qui non hanno grossi problemi di pioggia. Old Town pulula di negozzietti di souvenir, ristorantini e piccoli musei. Tra questi quello che abbiamo scelto, il museo dei serpenti a sonagli. Dentro un piccolo negozio, in due stanzette si trovano una ventina di teche di vetro contenenti le varie specie di serpenti a sonagli. Vivi ovviamente. Riuscire a vedere questi animali ad una distanza di un centimetro senza avere la paura di essere morsi non è da tutti i giorni. Diciamo che non è stato malaccio come museo, anche se veramente piccolo. Dopo pranzo ho obbligato il resto del gruppo a portarmi in alcune delle location del telefilm Breaking Bad, dopodiché ci siamo diretti in una zona dove si trovava un pezzo della vecchia route 66. Almeno questo ci diceva trip advisor, sta di fatto che senguendo le sue indicazioni ci siamo ritrovati a percorrere dei sentire di terra battuta in mezzo al deserto. In parole povere non abbiamo trovato niente. Tornati a casa abbiamo incontrato la ragazza che ci aveva affittato l'appartamento. Idalia, ragazza di origini messicane, che abbiamo poi scoperto essere un ambasciatrice di pace e membro del congresso del New Mexico. Ragazza molto ospitale, simpatica e solare. La sera ennesima cena messicana, mooolto piccante. Domani andremo ancora più a sud, a El paso. Entreremo così in Texas e saremo veramente ad un passo dal Messico.

lunedì 17 ottobre 2016


Orso nero asiatico


Canguro

Zoo


Giraffa


Facoceri

Rotolando verso sud

Rotolando verso sud, in tutti i sensi per la direzione, verso sud ovviamente e rotolando perchè oramai grazie alla dieta americana stiamo mettendo su qualche chiletto hehehe. Comunque tornando alle cose serie, eravamo rimasti alla zona di Rushmore. Da li siamo ripartiti verso il colorado. Come ormai da abitudine lo spostamento ha occupato quasi tutta la giornata. saremo arrivati anche molto prima se non avessimo dovuto passare per Denver. Li dovevamo andare alla sede della compagnia di assicurazione dell'auto per aggiungere Colin come guidatore. E non è finita qui, praticamente era da Salt Lake che una spia del pneumatico posteriore sinistro dava problemi. Fino a Rushmore non era successo nulla ma durante lo spostamento verso il Colorado, ci siamo ritrovati con la ruota a terra. Controllandola ci siamo accori che era già stata aggiustata una volta. Arrivati alla compagnia di noleggio, abbiamo spiegato a loro il problema. Fortunatamente ci hanno cambiato l'auto, questo però ci ha fatto perdere un 'ora abbondante. Per il resto tutto bene siamo arrivati sani e salvi a Colorado Springs. Oggi, non avendo programmato nessuna niente, abbiamo scelto al momento cosa fare. Quindi la mattina e il primo pomeriggio l'abbiamo passato allo Zoo. Almeno qui siamo riusciti a vedere i Grizzly, l'alce e l'aquila calva americana. Lo Zoo non era immenso ma neanche piccolo, ce la siamo spassata abbastanza. Verso sera ci siamo spostati al Garden of God. Io e Michele c'eravamo già stati all'epoca del coast to coast., però è un posto sempre affascinante da vedere. Passeggiare tra i sentieri che si inoltrano tra immense rocce rossastre è al tempo stesso emozionante e rilassante. Domani dovremo già lasciare questo splendido stato e andremo sempre più a sud. Ci risentiamo da Albuquerque.

sabato 15 ottobre 2016

Wild Life part 2


Capra di montagna


Bufalo

Rushmore


Teste dei presidenti


Ingresso

South Dakota

Eccoci di nuovo qua. Ci eravamo lasciati a Yellowston, sono passati altri due giorni ed ora posso finalmente aggiornarvi sulle ultime news. La giornata di ieri è stata una di quelle che io ormai chiamo di "spostamento". Cioè sono giornate dedicate al solo spostamento da una tappa all'altra. Quindi come potete ben immaginare siamo stati seduti in macchina quasi tutto il giorno, tranne per qualche piccola pausa per mangiare o sgranchirci le gambe. Sono si giornate pesanti però necessarie sopratutto quando si tratta di spostamenti di molti chilometri. Comunque siamo arrivati a destinazione, ma al contrario di come avevamo deciso in precedenza, cioè fermarci a Rapid City, abbiamo pernottato a Silver City. Una sorta di cittadina di quattro case disseminate tra i boschi. Scelta azzeccatissima vista la location, una piccola ma confortevole cabina/bungalow immersa tra i pini. Nella zona girano liberamente caprioli, lepri, volpi e mucche. La giornata seguente, cioè oggi, siamo stati al monte Rushmore. La famosissima montagna con scolpite le teste dei presidenti. Li siamo stati l'intera mattinata. L'immaginavo più imponente, anche se tutto sommato fa il suo effetto trovarsela di fronte. Pausa pranzo in una simpatica cittadina in pure stile vecchio West e il resto della giornata passato nel vicino Custer State Park. Questo viaggio come avete capito è incentrato sui parchi nazionali. Parco carino, girando per le strade che lo percorrono siamo riusciti a vedere bufali, caprioli, piccoli scoiattoli e pure le tipiche capre di montagna di questa zona. Per fotografare quest'ultime ho pure dovuto scalare mezza montagna per potermi avvicinare abbastanza. La giornata l'abbiamo chiusa a Hull City, un giro nel piccolo centro e cena. Domani si riparte di nuovo. Passeremo in Colorado, fermandoci a Colorado Springs. Altri 700 chilometri da percorrere, però dovrebbe essere l'ultimo lungo spostamento. Ci risentiamo tra due giorni, salvo qualche novità.

giovedì 13 ottobre 2016

Wild Life


Bisonti


Cervi?

Yellowstone


Old  Faithful


Cascata



Orsi neanche l'ombra

Finalmente Yellowstone. Giornata passata interamente nel famoso parco di Yoghi e Bubu. Avendo solo un giorno per vedere il parco (tenete conto che è immenso) ci siamo concentrati sulla zona centrale di esso, dove sinceramente si trovano le maggiori attrazioni. Il percorso è stato simile a quello del giorno precedente al Teton Park, una sorta di giro circolare della zona. Siamo partiti carichi e spediti di mattina presto, però appena entrati al parco ci siamo subito fatti distrarre dalle veduto iniziali, tra cui una piccola cascata e la vista dall'alto di uno strapiombo del fiume sottostante. Per non dire poi quando al lato della strada abbiamo trovato una piccola mandria di bufali. Tenete presente che dalla cittadina di Jackson al parco ci sono due e ore e mezza di strada, sommate le varie perdite di tempo che vi ho descritto in precedenza e potrete ben immaginare a che ora siamo arrivati alla prima tappa designata. Verso mezzogiorno. La zona della prima sosta ufficiale e famosa per i geyser, li il più famoso di Yellowstone l'Old Faithful è circondato da una decina di piccoli geyser e bozze bi acqua bollente. Tra pranzo, piccole spese nello store, l'attesa per l'eruzione d'acqua del geyser e un giro a piedi per la zona, un paio d'ore sono passate. La giornata iniziava ad accorciarsi e il resto delle tappe sono state forzatamente più rapide. In successione abbiamo visto il Gran Prismatic Hot Springs, una pozza enorme di acqua bollente dai svariati colori, dal rosso/arancio all'azzurro verde. Qui tirava un forte vento che portava il vapore che usciva dalla pozza a coprire l'intera zona, come una sorta di nebbia. Il Fontain Paint Pot, sempre una zona di geyser con pozze di fango che ribolliva, circondata da una radura di alberi morti. Qui abbiamo trovato un altra mandria di bufali e mi sono avvicinato molto, a mio rischio e pericolo, per fotografarli. Altra tappa all'Artist Point, una panoramica su un canyon con una cascata splendida sullo sfondo, qui iniziava già a scurirsi. Per finire il Mud Vulcano, altra pozza sulfurea. Tornando verso l'uscita ai lati della strada abbiamo trovato un piccolo branco di cervi, un lupo solitario ed quasi all'uscita del parco nel buio della sera, anche una volpe che si inoltrav nel bosco con la preda in bocca. Che dire di Yellowstone, il parco è stupendo, la natura molto selvaggia e gli animali allo stato libero incorniciano al meglio questa perla americana. Ovviamente per vivere appieno l'esperienza del parco occorro più giorni e forse pernottare nel parco stesso. Peccato solo che i famosi orsi non si sono visti....

mercoledì 12 ottobre 2016

Teton National Park


Incontri inaspettati 


Lago 

Nei pressi di Jackson


 Terre desolate


Nuvoloni all'orizzonte

Ai confini di Yellowstone

Eccoci qua sono passati altri due giorni dall'ultimo post, ieri non ho scritto niente perchè la maggior parte della giornata era passata in auto, nello spostamento da Salt Lake a Jackson. Li siamo arrivati verso le 15. Abbiamo lasciato i bagagli in motel e ci siamo diretti al vicino ufficio informazioni per organizzarci i due giorni al parco. Il resto della giornata è passato girando per una zona appena sotto il parco, piccola ma già molto promettente in fatto di vedute panoramiche. Per i due giorni successivi abbiamo optato per vedere prima il Teton national park, che si trova appena prima di Yellowstone e lasciare quest'ultimo per l'ultimo giorno, in modo che Colin possa vedere anche lui il parco principale. E qui veniamo ad oggi. La giornata odierna è stata dedicata alla percorrenza di una sorta di percorso circolare che copre tutta l'estensione del Teton park. Percorso moto semplice che prevedeva delle soste panoramiche lungo la strada, sentieri da percorrere a piedi e vere e proprie strade asfaltate e non che si inoltravano a volte sulla nostra destra e a volte a sinistra. In una delle prime tappe ci siamo inoltrati in un breve sentiero che ci ha portato sulle rive di uno splendido lago, inoltre vicino alla riva c'è stato l'incontro inaspettato con due cervi. Tranquilli, anche perchè abituati alla presenza di persone, ci sono passati di fianco ad un metro di distanza. Altre tappe significative sono state la cima di una montagna, con un panorama mozzafiato di tutta la valle sottostante, il pranzo in un ristorantino tutto in legno con vista lago, un altro lago ( ce ne sono parecchi) ed una strade sterrata che ci ha portato nella parte più "wild" del parco. Animali selvaggi oltre ai due cervi ne abbiamo visti pochi tra cui una pseudo lince, almeno credo visto che era talmente lontana che l'ho appena intravista con il 200 mm della mia fotocamera, due bufali visti anche questi da distanze siderali e una sorta di strano scoiattolo con la coda da topo che mi è arrivato vino a quasi sotto i piedi prima di filarsela a 100 all'ora. Tutto sommato il parco vale la pena di essere visto, posso essere più che contento delle foto che ho fatto. Domani Yellowstone. Se il parco di oggi era solo l'antipasto chissà cosa ci aspetterà domani.......

lunedì 10 ottobre 2016

Salt Lake City


Campidoglio in centro


Piccole cascate nel Canyon

Tra Yosemite e Nevada


Verso la fine di Yosemite


Strade desolate del Nevada

Verso est

Dove eravamo rimasti? Ah si Yosemite, e si parla di due giorni fa ormai... Beh cos'è successo nel frattempo. Ieri abbiamo lasciato a malincuore il parco di Yosemite. La giornata l'abbiamo passata totalmente "on the road". Siamo partiti la mattina e siamo arrivati a destinazione a mezzanotte passata. Attraversando così California, Nevada e Yuta. Passare per le strade desertiche del Nevada e in parte dello Yota è stato emozionante e allo stesso tempo pesante. Chilometri e chilometri di strade diritte e totalmente deserte. Eravamo solo noi, le pianure sabbiose e le montagne all'orizzonte. Comunque siamo arrivati sani, stanchi, e salvi a Salt Lake City. Salt Lake City è una tranquilla cittadina circondata dalle montagne. C'è una grande concentrazione di mormoni e questo lo si nota subito vedendo le chiese e gli edifici legati al culto che si trovano in centro. Si può dire che sono quelli l'attrazione principale della downtown. Quindi abbaimo passato la prima parte della giornata a girare tra questi edifici e le due zone con centri commerciali della città. Il pomeriggio era dedicato ad una breve escursione nel vicino Canyon. Purtroppo l'unico modo per arrivare in cima di esso o in postazioni con vedute della città dall'alto era percorrere dei sentieri lunghi e abbastanza impegnativi attraverso i boschi. Con nostro sommo dispiacere abbiamo dovuto deistere e siamo ritornati cosi in centro a rilassarci in un bar in centro. Domani altro spostamento, destinazione Yellowstone. Li passeremo tre notti e il giorno 13 ci raggiungerà Colin, l'ultimo membro del nostro equipaggio.

sabato 8 ottobre 2016

Yosemite parte 2


Vista da Tunnel View All'infrarosso


Mirror Lake



Yosemite day 2

Secondo giorno a Yosemite. Oggi siamo partiti carichi e con le idee chiare. Due erano i posti scelti, da vedere assolutamente. Erano due zone del parco: Mirror Lake e Toulemne. Prima però, lungo la strada che portava al villaggio centrale del parco, sosta a Tunnel View. Un lungo spiazzo a lato della strada dove si ha una vista dall'alto della valle e delle montagne sullo sfondo. Per raggiungere Mirror Lake si deve posteggiare l'auto in un punto ad est dello Yosemite Village e poi proseguire per un sentiero di circa due chilometri. E qui viene il bello, arrivati a destinazione l'amara sorpresa. Il lago era asciutto, al suo posto c'era solo una lunga distesa di sabbia. Il ritorno all'auto, causa una pausa per riprendersi dalla camminata e varie soste per foto, è stato più lungo del previsto ed era troppo tardi per andare a Toulemne, che distava 90 minuti dalla valle. Abbiamo ripiegato su un giro per i gift shop del parco e altre soste fotografiche lungo il percorso, finendo poi la giornata nuovamente a Tunnel View per gustarci ed ovviamente fotografare il tramonto sulla valle. Domani lascieremo la zona di Yosemite in direzione Salt Lake City. Sarà uno degli spostamenti più lunghi di tutto il viaggio, quindi ora vi lascio perchè domani la sveglia sarà mooolto presto.

Yosemite National Park


Animali selvaggi del paco


Sequoie

L'avventura ha inizio

Finalmente siamo sbarcati in America ed il viaggio è iniziato. Al dire il vero ora siamo già al secondo giorno di viaggio, però a causa di problemi di tempo, solo ora riesco ad aggiornare il blog. Giusto per ricapitolare un attimo quello che è successo nei giorni scorsi, faccio un piccolo riassunto. Il 5 ottobre siamo partiti intorno alle 22.00 da Venezia e sbarcati la sera stessa a Londra. Li avevamo prenotato un ostello per dormire la notte e ripartire la mattina seguente. Il trasferimento dall'aeroporto alla stazione centrale di Londra ha richiesto più tempo del previsto e quindi abbiamo deciso di non andare in ostello, partendo subito per l'altro aeroporto. In pratica il tragitto prevedeva l'arrivo in un aeroporto e partenza da un altro. Abbiamo passato le ore rimanenti cercando di dormire un pò nei divani della sala d'attesa. Il volo è stato un pò un calvario, 11 ore accerchiati da neonati che strillano in continuazione. Arrivati a San Francisco ci siamo subito fiondati a ritirare la macchina a noleggio. Anche li è stata un odissea, visto che per raggiungere la zona di ritiro dell'auto abbiamo dovuto prendere una sorta di monorotaia e aspettare un bel pò un bus navetta. Presa la macchina abbiamo girato un pò il centro e abbiamo finito la giornata nella zona del porto. Finito di cenare ci siamo diretti subito a San Jose, un paesino appena fuori San Francisco, dove abbiamo passato la notte. La mattina dopo altro spostamento, via subito in auto in direzione Yosemite National Park. Li abbiamo passato tutta la giornata. Il parco è stupendo, strade che attraversano foreste di sequoie, fiumi che appaiono e scompaiono all'improvviso e massicce montagne che circondano il tutto. Verso sera ci siamo spostati a Glacier Point, un altura tra le montagne dove si ha la vista a 360 gradi della valle sottostante. Essendoci stati verso il tramonto abbiamo avuto la fortuna di vedere un fenomeno curioso che succede a quell'ora. Gli ultimi raggi di sole, dal tipico colora arancio/rosso, illuminano la montagna, colorandola di un rosa acceso. La notte la passeremo in un motel poco fuori del parco.